Massimiliano Allegri

Inter – Juventus, per Massimiliano Allegri più di una partita

Stasera la grande sfida tra Juventus e Inter, da giocare al San Siro di Milano. In campo, oltre le due squadre, scenderà anche la voglia di battere l’avversaria per motivi differenti: l’Inter per non perdere il treno qualificazione in Champions, la Juve per lavarsi la faccia, vincere il campionato e dimostrare che il team non è completamente bollito. In campo chi rischia di più, stasera, sarà Massimiliano Allegri che non dorme certo sonni tranquilli.

Da settembre la squadra si esprime male, con un brutto gioco e il mister della Juve continua a predicare, come un mantra, la frase “la squadra sarà pronta dopo marzo”. Peccato che siamo a fine aprile e gli ultimi due mesi hanno significato eliminazione dai quarti di Champions League e rischio sconfitta su un campionato che era già vinto.

La Juventus aveva teoricamente chiuso il discorso campionato già due giornate fa, infatti, prima della partita di Crotone, si trovava a 6 punti di vantaggio sul Napoli con 6 partite ancora da giocare. Mai nessuna squadra nella storia del campionato italiano aveva gettato uno scudetto così.

Due partite dopo, precisamente quando ne mancano 4 alla fine, la Juve di punti sul Napoli ne ha solo 1, nelle ultime due partite ne ha dilaniati 5 e ciò che sembrava impossibile diventa potenzialmente realizzabile. A maggior ragione se si guarda il calendario delle ultime 4 partite, infatti la Juve dovrà affrontare le trasferte complesse di Milano, con l’Inter (questa sera), e quella di Roma. Inter e Roma si stanno giocando un posto in Champions League e certamente non faranno favori a una acerrima nemica come lo è la Juventus.

Di contro il Napoli ha 4 partite un po’ più semplici, tra le quali si nota solo un Fiorentina – Napoli dove, la squadra di Firenze, potrebbe fare lo sgambetto ai rivali della Juventus, facendo il favore al Napoli.

Insomma, serve certamente un’impresa per mantenere il primo posto. La Juventus ne è capace ma nelle ultime 4 partite disputate ha dimostrato tanti limiti. Si parte con Juve – Real Madrid, dove la squadra semplicemente non esiste, una formazione completamente errata che porta come terzino sinistro Asamoah e centrale di centrocampo Bentancur, che lascia ala sinistra quello che dovrebbe essere il terzino (Alex Sandro) e infine lega in panchina Mandzukic e Matuidi, due che di esperienza internazionale ne hanno. L’estro di Cristiano Ronaldo e la compattezza del Real Madrid hanno fatto il resto e sappiamo come è andata.

Si replica al ritorno, con la formazione tipo, squadra compatta che per 70 minuti tiene il pallino del gioco e infatti sul campo di Madrid la Juve fa scuola calcio. Qualcosa di mostruoso. Fino al 70esimo appunto. Realizzato il terzo gol, e pareggiata la partita dei 180 minuti, la squadra di Massimiliano Allegri, oramai stanca, tira i remi in barca lasciando al Real il pallino del gioco. Il mister sbaglia completamente, temporeggiando nel fare le due sostituzioni mancanti e lasciando in campo Higuain e Mandzukic che non si reggono più in piedi. Senza punte da controllare, il Real si lancia tutto in avanti e quando lasci per 20 minuti il pallino del gioco a giocatori di caratura internazionale come quelli di Madrid un gol lo prendi. Per beffa è arrivato all’ultimo minuto su rigore.

In mezzo una partita con il Crotone, chiusa per 1-1 pensando al Real. Infine la ciliegina sulla torna arriva una settimana fa, con il Napoli che espugna l’Allianz Stadium di Torino, con una prestazione maiuscola e con la Juventus che non fa mai gioco. I bianconeri si accontentano di chiudersi in difesa, di lasciar giocare il Napoli e di portare a casa un pareggio che significherebbe 4 punti di vantaggio a 4 partite dal termine. Così non è, arriva un’incornata di Koulibaly all’ultimo minuto (ma sarebbe potuto arrivare anche prima) che inguaia la Juventus.

Oggi si affronta l’Inter al San Siro e c’è da starne certi, in campo non ci si gioca solo il campionato e il primo posto ma anche una panchina, poiché, se dovesse sfuggire questo scudetto, così come è sfuggita la Champions League, la dirigenza bianconera difficilmente andrà avanti con Massimiliano Allegri.

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